Il piccolo Clown

Un clown bambino si ritrova un giorno da solo, in una sperduta campagna. Trova rifugio a casa di un contadino, anche lui solo, ma assai poco incline alle relazioni, soprattutto quelle con i bambini. I due devono imparare a conoscersi, e a comprendere le esigenze l’uno dell’altro. Interpretato da un attore professionista insieme al figlio di sette anni (dal sorprendente talento), lo spettacolo non utilizza parole ma un concerto di gesti per trasportarci in un mondo di emozioni, indagando sulla relazione padre / figlio, adulto / bambino in un modo del tutto inedito.

Piccolo Clown, presentato nei più importanti festival di settore, è stato giudicato dalla critica uno dei migliori spettacoli di teatro ragazzi del 2018.

In “Il piccolo Clown” il meraviglioso piccolo interprete, Nicolò Saccardo, accompagna il padre Klaus in una storia semplice e piena di poesia, nella quale, un giorno, quasi per caso, un clown bambino, ma davvero bambino, casca da un treno per rendere felice un contadino, per poi andarsene senza preavviso. Uno spettacolo intriso di tenerezza che, senza parole, tra giochi circensi e sguardi di intesa, parla di amicizia e condivisione. Krapp’s Last Post

 

Di Klaus Saccardo, Nicolò Saccardo e Natascia Belsito

Con Klaus Saccardo e Nicolò Saccardo

Voce fuori campo Soledad Rivas

Costumi Giacomo Sega

Scene Studio Quadrilumi - Michele Giovanazzi e Cristina Scardovi

Disegno luci Federica Rigon

Tecnico Iacopo Candela

Foto Paolo Sandri

Produzione Compagnia dei somari, ariaTeatro, Teatro delle Garberie

 

Realizzato con il sostegno di Fondazione Caritro, Comune di Pergine Valsugana

 

 

 

Recensioni:

- eolo-ragazzi.it, di Elena Scolari


Nicolò Saccardo è la star indiscussa di questa edizione di Segnali, un bambino talentuoso e con un'inclinazione spiccata per la scena, tanto da rubarla al padre Klaus Saccardo, sul palco con lui nello spettacolo Il piccolo clown.
Una storia semplice e piena di poesia: un clown bambino, tutina rossa e berretto a punta, scende (o casca?) da un treno e si ritrova da solo, si imbatte in una casina dove vive, solo, un contadino.(…) La prima sequenza è un inseguimento, con classica tecnica clownesca, in cui il piccolo si nasconde e il contadino non si capacita degli strani movimenti che avverte, finché i due saranno uno di fronte all'altro. Inizia il gioco del grande che non vuole saperne di tenere il bambino con sé e quest'ultimo si intrufola in casa con mille trucchi.
La giornata si dipana - senza parole ma sempre accompagnata da musica - tra cene impacciate, lotte per uno spazio dove dormire, colazioni bruciacchiate, acrobazie, rincorse e lavori agricoli che diventano giochi. Il tutto con leggiadria, allegria, ritmi battuti col bicchiere sul tavolo che si trasformano in piccoli concerti da consumati jongleurs, e Nicolò è sorprendente per precisione e prontezza. 

Lo spettacolo mostrerà il crescente affetto tra i due, una tenerezza solare e non troppo zuccherosa, il graduale avvicinamento tra due persone che riempiono un tempo sorridente fino a quando dovranno separarsi, ma il cappello a punta rimarrà nella casina…

 

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A Pergine “Piccolo Clown” rapisce la platea: spettacolo muto, ma intenso

Papà e figlio commuovono tutti

L’Adige, 22 giugno 2018, di Antonia Dalpiaz 

 

Un piccolo clown vestito di rosso, sceso da un treno che di tanto in tanto si ferma alla stazione ed un contadino solitario, tutto casa e lavoro. Si incontrano in una storia che ha il profumo della fiaba ed il sapore delle cose buone, di quelle che piacciono ai bambini, ma che sanno coinvolgere anche i grandi che li hanno accompagnati a teatro.

Ma lo spettacolo visto venerdì sera al teatro di Pergine (…) ha qualcosa di più. È la storia offerta da un papà attore, Klaus Saccardo, e da suo figlio Nicolò di sette anni, entrambi innamorati del teatro, che hanno deciso di assemblare le loro capacità artistiche per realizzare uno spettacolo che sta conquistando il cuore non solo dei trentini, ma di tanti spettatori sul territorio nazionale. Ma quali sono effettivamente le dinamiche che rendono speciale questo Piccolo Clown, prodotto dalla Compagnia dei somari e Ariateatro? Indubbiamente il testo, che pur semplice e privo di parole, sa raccontare il valore delle relazioni e dell'amicizia tra un adulto e un bambino. E lo fa con la poesia dei gesti e della fisicità, ma soprattutto con la capacità non solo artistica, ma affettiva, dei due protagonisti, che si capiscono al volo e creano la giusta sinergia, quel feeling che va oltre l'aspetto teatrale e diventa espressione di un'intesa quotidiana, quella che travalica l'aspetto puramente tecnico del linguaggio artistico, per confermarsi dimensione credibile di un rapporto padre-figlio.

Questa è la forza motrice di uno spettacolo che non vuole essere solo di facciata, ma scavare invece, con i meccanismi graditi ai bambini, nel mondo delle emozioni, per lasciare un segno. Ed il segno arriva, nella gradualità dell'incontro, di quel misurarsi, studiarsi e capirsi, creando così un rapporto dove entrambi ricevono qualcosa dall'altro, arricchendosi. Bravissimo il piccolo Nicolò, padrone della scena e disinvolto nell'affrontare il non facile gioco anche di movimentazione e mimica che lo spettacolo richiede, guidato da Klaus, il papà “contadino”, capace di mettere in scena tutta una serie di accorgimenti e soluzioni sceniche necessarie per dare voce ad uno spettacolo apparentemente muto, tolti gli inserti fuori campo di Soledad Rivas.

Incisivo il supporto registico di Natascia Belsito e la poeticità della scenografia, pulita ed essenziale, cornice ideale per raccontare una storia che ha divertito i bambini ed ha commosso I grandi, sfumando quella demarcazione che spesso avviene fra teatro ragazzi e teatro per adulti, regalando uno spettacolo che piace veramente a tutti e gli applausi lunghi e calorosi lo hanno meritatamente confermato.

 

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TEATRO RAGAZZI

di Mario Bianchi

Hystrio 3/2018

 

Tra gli spettacoli visti, abbiamo molto amato Il piccolo clown, di Teatro Carta e ariaTeatro, protagonisti il piccolo Nicolò e suo padre Klaus Saccardo. Una storia semplice e piena di poesia, nella quale, un giorno, quasi per caso, un clown bambino, ma davvero bambino, casca da un treno in un campo dove viene ritrovato da un contadino, col quale costruisce una profonda, incredibile amicizia, resa in scena con giochi circensi e sguardi di intesa.

 

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Teatro ragazzi 2018: the best of

http://www.klpteatro.it/teatro-ragazzi-2018-the-best-of

 

Due significativi spettacoli hanno come protagonisti altrettanti bambini: “Il piccolo Clown” della Compagnia dei somari e “Domino” di Generazione Eskere, menzione al Premio Scenario Infanzia.

In “Il piccolo Clown” il meraviglioso piccolo interprete, Nicolò Saccardo, accompagna il padre Klaus in una storia semplice e piena di poesia, nella quale, un giorno, quasi per caso, un clown bambino, ma davvero bambino, casca da un treno per rendere felice un contadino, per poi andarsene senza preavviso. Uno spettacolo intriso di tenerezza che, senza parole, tra giochi circensi e sguardi di intesa, parla di amicizia e condivisione.

 

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